Si perla sempre pi´u spesso del futuro, pi´u precisamente del futuro informatico. Come sarnno i Computer del Futuro? Chip Molecolari? Chip Atomari? O saremmo sul piano SUb-atomare? Chip biologici?

Un paio di settimane fa un ricercatore della Berkley University ha presenato i suoi primi risultati per quanto riguarda i chip biologici: lui ´e un programmatore che si ´e poi dato alla biologia, ed usa il DNA come una specie di Assmebly semplificato da 4 comandi.. e fa passi da gigante.

Un paio di settimane fa, un team di sviluppatori ha presentato il primo calcolatore Quantistico, che aveva una potenza di ben 16 qbit

Un paio di settimane fa, un team d isviluppatori ha presentato un processore basato su vari strati di transistor alti un atomo.

Un paio di mesi fa, tutto questo sembrava fantascienza.

Interfaccie come Beryl , Compix o Aero erano Science Fiction, i processori Multipli a 64 bit erano disponibili solo a prezzi stratosferici.

Una scheda grafica di fascia medio-bassa odierna ha pi´u ram e potenza di calcolo del mio computer.

In un mondo che cambia cos´i rapidamente, come si posono fare previsioni?

Chi si imamginava i blog, 5 anni fa?

L’interfaccia con la persona, come sar´a? Neurotica? Vocale? Con sensri di movimento?

Sulal repubblica ´e apparso un articolo interessante, o almeno interessante per l’utente medio. Per´o alcuni passaggi, per esempio quelli riguardanti i geek (da lui chiamati technosexual), o quelli riguardanti Steve Jobs e Guglielmo Enrico Portone il Secondo, tirano delle conclusioni un po affrettate, e non spiegano bene i concetti espressi.

Inoltre in quel articolo si possono leggeere un due contraddizioni: I pc diveranno Minuscoli Cellulari, Fogli eletronici o gicanteschi pilasttriin mezzo al salotto? non si sa.. almeno secondo quel articolo.

Ora leggendo quel articolo, mi sono un po lasciato andare, e viaggiando nei miei pensieri, sono giunto alla conclusione che questa ´e una frontiera da abbattere. Secondo me, gli hacker chi si identifica con la cultura hacker, oltre alla divulgazione di idee e concetti, dell’abattimento del digital divide,  e della lotta per privacy e libert´a, ha un altro  obiettivo, pi´u tecnico se vogliamo dire cos´i: L’interfaccia e l’usabilit´a.

Una grande barriera, che secondo me ´e anche uan delel cause dle digital divide, ´e l’interfaccia. Progetti come Bery, Compitz o le icone 3d (non mi viene l nome), Progetti come il drag’n’drop di BeOS (poi ripreso, in modo semplificato, da MacOS X), sono nelal direzione giusta: rendere le cose pi´e tangibli. SI, tangibilit´a. Questa ´e la chiave per il futuro. Alla gente non importa se il pc occupa un decimetro cubo o due: importa saperlo usare. Ci deve essere la possibilit´a di usare in modo semplcie e intuitivo il computer. Mouse e tastiera non vanno bene. “Finestre”, “Icone”, “Cartelle”, sono tutto concetti estraneila persona che non ha mai usatoi un pc. E quindi ne ha paura. Io mi spingerei oltre: il monitor ´e una grande barriera, visto la sua duedimensionalit´a. Il Frauenhofer Instut sta lavorando a una tecnologia che permetter´a di creare proiettori olografici a costi contenuti, che secondo me significa abattere una barriera per molta gente. No nvedo pi´u un imamgien di qualcosa, ma lo vedo e basta. Lo stesso istituto sta anche lavorand oa dei sensori che registrano il movimento delle mani da remoto, e lo collocano nello spazio. Questo permetterebbe di interagire, quasi toccare l’ogetto proiettato al momento. Invece di prendere quel coso ovale che abbiamo usl tavolo, premere un due bottoni su una tavola e vedere un rettangolino con contenuto su una scatola grigia, tu tocchi un oggetto.

La creazioni di interfaccie semplici e intuitive, di intelligenze artificiali, di riconoscimento vocale, la reinvenzione della usabilti´, la rete cognitiva e semantica, la sicurezza sai online che offline, e non osl osicurezza da intrusioni, ma anche sicurezza nel senso di backup, di identificazione univoca di persona, …), la semplificazione del informatica, etc…

Questi sono secondo me gli obiettivi “tecnici” da aggiungere a quelli “ideologico-sociali” per chi si identifica con l’etica hacker in ambito informatico.