Original

foto originale di nualabugeye

Sono appena tornato dal Bar International. Li, come faccio spesso, mi sono seduto al mio tavolino nel langolo, sulal panchina in pelle nera. Come sempre, ho messo il mio mantello (pure in pelle nera) sulla poltrona vicina, e ho iniziato a leggere alcuni giornali. Il primo era la Dolomiten (l’unico libero). Ho solo letto le prime pagine, e si parlava sopratutto di politica, e della dimostrazione di ieri qui a Bolzano. Poi si é liberato il Corriere, uno dei giornali che leggo il piú spesso (e qui si vede l’influenza del Dr.Stefan Planker sulla mia vita😀 (link non proprio adatto, ma giusto per farvi un idea)), e ho cambiato la Dolomiten con il Corriere. Qui, in primo luogo, si parlava di tre temi: al terzo posto troviamo la richiesta da parte della lega di una formazione di governo veloce. al secondo posto troviamo le discussioni sul futuro di alitalia. E in cima al podio troviamo un articolo sulla festa che Berlusconi ha fatto in onore di Putin. Ma a pié pagina ho trovato una notizia interessante: 16 Arrestati per nazismo in alto adige, condannati a rieducazione sociale. L’articolo era corto, ma che che su un giornale nazionale sia in prima pagina mentre nella Dolomiten non sia nemmeno nelle prime pagine fa pensare… COntinuando a leggere sono arrivato al Corriere del Alto Adige. In prima pagina, con foto gigantesca, titolone: “Blitz in alto Adige, arrestati 16 Neonazisti“. L’articolo era buono (a parte alcune imperfezioni, per esempio la definizione di “Ein Tirol”, o il definire la Bandiera del primo Reich “bandiera della Marina”). Oltre ai sedici arresti cerano ci sono un altro centinaio di sospetti, e ci sono state una cinquantina di perquisizioni e sequestri, nonché il controllare delle connessioni estere. La “Operazione Odessa” é stata un successo, senza dubbio. Peró questo articolo (come spesso accade) mi ha fatto riflettere un po, e alla fine mi ha portato a finire questo post (che avevo in testa giá da tempo).

Il contatto con dei neonazisti cel’ho avuto, da ambo due i lati: alcuni li ho nella mia cerchia di amici (eh giá.. questa non vel’aspettavate, vero😀 ), peró altri li conosco dal “altra parte dell’arma”: Sul mio avambraccio destro si vedono ancora le conseguenze di un .. incontro.. avuto con un gruppo di neonazisti nel lontano ’01. Arrivando da una piccola valle, appartenendo ad una minoranza etnica, non essendo ferrato in nessuna lingua, l’integrazione non era facile, e di “incontri” del genere ne ho avuti molti. Quindi mi prendo l’arroganza di affermare che son in una posizione obiettiva, visto che ho visto entrambe le realtá.

Torniamo al dunque: questi arresti erano cosa giusta, visto le azioni del gruppo in questione. Ma spesso la gente viene accusata ingiustamente di neonazismo: un po di sana mentalitá di destra e la convinzione che il tirolo debba essere unito non fanno ancora di nessuno un nazista, anzi. Che sia ben chiaro, cosí bene come in Italia non ci troveremmo da nessuna altra parte, ma se qualcuno pensa che riunendo Alto Adige (Sudtirolo) con Nordtirol e Osttirol sia una cosa buona, é uan sua opinione, e la rispetto. La scritta “Ein Tirol” aldilá del Brennero, le varie scritte “Los von Rom” e “Los von Trient” che trovate un po d’apertutto in alto Adge ci mostrano soltanto questa tendenza, ma di certo non sono un movimento neonazista. Mi spingo cosí avanti da dire che persino l’ascolto di musica “nazista” non sempre significa che uno sia nazista: Band come i “Böhse Onkelz” vengono accusate ingiustamente di nazismo, e band come i “Weisse Wöfle”, “Stahlgewitter” etc. spesso e volentieri vengono ascoltate piú per moda che per i testi (a volte anche per la musica, o per interpretazioni alternative die testi). Certo, quando uno arriva con i “Zillertaler Türkenjäger” non c’é piú molto spazio di manovra, ma spesso di fronte a certa musica scatta il pregiudizio. Un altra cosa sono bandiere: Una bandiera del Tirolo unito, una bandiera del primo Raich, una statua di andreas Hofer mostrano semplicemente una dose di patriotismo e di conoscienza delle proprie radici. Questo per chiarire un po il campo.

Ora passiamo al errore che viene fatto molto spesso sempre: Ogni volta che qualcuno vede “a Glotze” (una testa rasata) subito pensa che si trovi di fronte ad un neonazista. Purtroppo questo é uno dei tanti errori che sono diventati prassi comuni (cfr HANC), ed é una misconcezione piuttosto grossolana: il movimento skinhead é un movimento apolitico, anzi, originariamente e spesso di sinstra. Giacca da bombardiere, stivali neri con lacci bianchi, testa pelata e blue jeans non sono un simbolo razzista, ma sono il simbolo di una subcultura spesso sconosciuta al grande pubblico. I cosidetti “naziskin” sono, spesso, semplicemente nazisti che giocano con il look dei skinhead (anche se ci sono eccezioni, cioé gente di destra che sceglia la via skinhead. Qui purtroppo il prefisso “nazi” non ci andrebeb messo, ma purtroppo, coem dicevo, ci viene spesso messa lo stesso).

La subcultura skinhead é nata negli anni 60 in Gran Bretagna coem movimento apolitico di lavoratori senza pregiudizi di razza, politica, o sesso. Principalmente influenzato dalla cultura jamaicana e dai mods Britannici, originalmente si trovavano spesso skinhead neri, oppure skinhead di ogni movimento politico. Una delle caretteristiche principali é la testa rasata, che puó essere rasata a zero oppure solo molto corta, ma che a volte non é presente (infatti esistono molti “skinhead” con capelli lunghi, con rasta o con taglio irochese). Infatti la testa rasata ha dato il nome ad una sottospecie di mods, gli “hard mod”, ma non era la loro caratteristica principale, la quale era l’aspetto da “classe lavorante”. Musicalmente parlando gli skinhead si trovano tuttora ancora sparpagliati su vari campi: Ska, Rocksteady, D&B, Punk, ma anche reggae originale (cioé con ritmo veloce e testi piú neutri). La cultura skinhead si é successivamente spesso divisa, e ha dato vita fra l’altro a hooligan calcistici, punk, smoothies, etc. Questa divisone era ed é tuttora visibile anche e sopratutto nello stile e nell idee dei skinhead, che possono comprendere una miriade di direzioni diverse:

Una delle questioni piú controverse nella cultura skinhead é il razzismo/antirazzismo:le azioni di Paki bashing alal fine degli anni ’60, cosí come l’aumento degli skinhead nelle file del white nationalist front danno l’impressione di una crescita del razzismo nelle file degli skinhead, peró molti skin (specialmente in Scozia e Nord Inghilterrra) facevano parte di movimenti anti-razzisti. Durante gli anni 70 alcuni gruppi neonazisti o di estrema destra erano composti principalmente da skinhead, e durante quel periodo i mass media hanno iniziato a chiamare razzisti e neonazisti tutti gli skinhead. Il movimento Oi! degli anni ’70 e ’80 era marchiato da un anti-estremismo, e lo dichiarava ad alta voce con la sua musica. altri movimenti famosi dei quei tempi comprendono anche organizzazioni anti-razzisti di grande estensione come la SHARP (Skinheads Against Racial Prejudice) e ARA (Anti Racist Action). I gruppi skinhead apolitici, che ancora abbondavano (e sono ancora molto diffusi tuttoggi) si sono spesso dichiarati contro il neonazismo, come possiamo vedere per esempio negli Glasgow Spy Kids e nel giornale Hard as Nails.

Lo stile degli skinhead si riconosce subito: per gli uomini abbiamo capelli rasati a 3 millimetri o meno (io personalmente ero intorno ai 1,5-2mm). Magliette, polo e giacche di Fred Perry, Ben Sherman, Brutus, Jaytex, Londsdale, Everlast, per quanto riguarda le marche, invece T-Shirt, V-Neck, giacche a tre bottoni, giacche da bombardiere, maglie da lavoratore, vestiti a scacchiera, a volte anche semplici maglietet bianche per quanto riguarda la forma. Invece coem pantaloni quais sempre jeans (spesso Levi’s o Wragnler), oppure pantaloni unicolore. Alcuni (specialmente nel movimento Oi!) hanno pantaloni militari, sia mimentici sia non. Invece le scarpe sono sempre stivali, spesso militari o di ispirazione militare, e nell’ultimo tempo anche smepre piú spesso scarpe da ginnastica. I colori delel scarpe sono spesso nero o rosso con lacci bianchi. Contrariamente a quanto creduto normalmente, peró, questo non deriva dal fatto che simboleggi la unione di neri e bianchi: la scelta é stata semplicemente estetica.

Le donne invece, non sempre hanno la testa rasata: a bolte si trovano anche i cosidetti feathercuts, che consistono in un cerchio di capelli un po piú lunghi intorno alla testa. Invece alcune donne portano anche i capelli lunghi, spesso raccolti in code. Per quanto riguarda maglie e maglioni le donen sono vestite piú o meno come gli uomini, con l’aggiunta di una giacca. Coem pantaloni prevalgono anche qui le bluejeans e i pantaloni militari, anche se alcuni skinhead femminili portano calze e minigonne (sopratutto dopo gli anni ’80).

Oltre a questi vestiti spesso si trovano anche mantelli (di jeans, militari tipo MA-1 oppure semplicemente dei parka), cappelli (trilby, pork pie, berretto in lana, a volte anche bowlerhtas e cappelli baschici), bretelle (porate sopra o sotto la maglia, messe a x o a y, spesso bianche), fazzoletti in stoffa e bandane multicolore spwsso a quadri, badge e bottoncini e (a volte) un ombrello chiuso con punta affilata oppure coltello nascosto. Anche tatuaggi sono molto diffusi, e qui vi consiglio di andarvi a vedere le scene iniziali di American History X (uno dei film migliori che conosco).

Il tema é molto vasto, e con questo post h oappena toccato la punta dell’iceberg. Se vi interessa, o volete approfondimenti sun un tema specifico, lascatemi un commento, che sto voelntieri a vostra siposizione. Inoltre vi consiglio di fare un salto al sito:

www.du-sollst-skinheads-nicht-mit-nazis-verwechseln.de

É in tedesco, ma alcuni dei articoli sono anche in inglese. In ogni modo é un ottimo sito, che consiglio a tutti i miei cari lettori.

Per ora é tutto, a dopo, miei cari lettori.

[update: dopo avere letto la lsita di arrestati, ho scoperto che due li conoscevo]